San Martino di Tours Vescovo

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S.Martino: mostra ad Illegio

 

 

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Vita di San Martino

Nasce a Sabaria (ora Szombathely, Ungheria) nel 316-317 - Muore a Candes (Indre-et-Loire, Francia), 8 novembre 397


Etimologia: Martino = dedicato a Marte

Emblema: Bastone pastorale, Globo di fuoco, Mantello

Quattromila chiese dedicate a lui in Francia, e il suo nome dato a migliaia di paesi e villaggi; come anche in Italia, in 
altre parti d’Europa e nelle Americhe.

Nacque in Pannonia (Ungheria) da famiglia pagana. Trasferitisi a Pavia, venne istruito sulla dottrina cristiana quando è 
ancora ragazzo, senza però ricevere il battesimo. Figlio di un ufficiale dell’esercito romano, si arruolò a sua volta, 
giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia.
 E’ in quest’epoca che può collocarsi l’episodio famosissimo di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo.
Si trovava alle porte della città di Amiens con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo. D'impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. Quella notte sognò che Gesù Cristo si recava da lui e gli 
restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. 
Udì Gesù dire ai suoi angeli: "Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito." 
Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. 

(Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia, ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei Re Merovingi 
dei Franchi. Il termine latino per "mantello corto", cappella, venne esteso alle persone incaricate di conservare il mantello 
di San Martino, i cappellani, e da questi venne applicato all'oratorio reale, che non era una chiesa, chiamato cappella).

Il sogno ebbe un tale impatto su San Martino, che si fece battezzare e divenne cristiano. 
Lasciato l’esercito nel 356, raggiunse a Poitiers il dotto e combattivo vescovo Ilario: si erano conosciuti alcuni anni 
prima. Per la sua posizione di prima fila nella lotta all’arianesimo, che aveva il sostegno della Corte, il vescovo Ilario 
venne esiliato in Frigia (Asia Minore); e quanto a Martino si fatica a seguirne la mobilità e l’attivismo, anche perché non tutte le notizie sono ben certe.
Fece probabilmente un viaggio in Pannonia, e verso il 356 passò anche per Milano. Più tardi lo troviamo in solitudine alla Gallinaria, un isolotto roccioso davanti ad Albenga, già rifugio di cristiani al tempo delle persecuzioni. Di qui Martino tornò poi in Gallia, dove ricevette il sacerdozio dal vescovo Ilario, rimpatriato nel 360 dal suo esilio. 
Un anno dopo fondò a Ligugé (a dodici chilometri da Poitiers) una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa.
Nel 371 venne eletto vescovo di Tours. Per qualche tempo, tuttavia, risedette nell’altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città, e chiamato Marmoutier. Di qui intraprese la sua missione, ultraventennale azione per cristianizzare le campagne: per esse Cristo è ancora "il Dio che si adora nelle città". 
Non ha la cultura di Ilario, e un po’ rimane il soldato sbrigativo che era, come quando abbatte edifici e simboli dei culti 
pagani, ispirando più risentimenti che adesioni.
Ma l’evangelizzazione riesce perché l’impetuoso vescovo si fa protettore dei poveri contro lo spietato fisco romano, 
promuove la giustizia tra deboli e potenti. Con lui le plebi rurali rialzano la testa. 
Sapere che c’è lui fa coraggio. 
Questo spiega l’enorme popolarità in vita e la crescente venerazione successiva.
Quando morì a Candes, verso la mezzanotte di una domenica, si disputarono il corpo gli abitanti di Poitiers e quelli di 
Tours. Questi ultimi, di notte, lo portarono poi nella loro città per via d’acqua, lungo i fiumi Vienne e Loire. 
La sua festa si celebrerà nell’anniversario della sepoltura, e la cittadina di Candes si chiamerà Candes-Saint-Martin.




fonti:
http://www.santiebeati.it/dettaglio/25050
http://it.wikipedia.org/wiki/San_Martino_di_Tours


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